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	<title>Commenti a: Prima la persona, poi l&#039;atleta</title>
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	<description>Per imparare a vincere bisogna prima imparare a perdere</description>
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		<title>Di: Bea</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1310</link>
		<dc:creator>Bea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 20:33:45 +0000</pubDate>
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		<description>Cavolo..qualcosa di innato c&#039;è per forza..altrimenti saremmo tutti uguali,reagiremmo tutti nella stessa maniera di fronte  a cose che si pongono uguali a tutti.....(secondo me)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cavolo..qualcosa di innato c&#8217;è per forza..altrimenti saremmo tutti uguali,reagiremmo tutti nella stessa maniera di fronte  a cose che si pongono uguali a tutti&#8230;..(secondo me)</p>
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		<title>Di: Mabi</title>
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		<dc:creator>Mabi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 19:57:32 +0000</pubDate>
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		<description>ke le esperienze ci formino.. non c&#039;è dubbio..
però secondo me qualcosa di innato c&#039;è.. o meglio.. maturato e ben stabile.. xkè magari quell&#039;esperienza ke ci ha fatto diventare in quel modo è stata particolarmente forte.. io penso ke in una situazione del genere non ci sia ragione che tenga..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ke le esperienze ci formino.. non c&#8217;è dubbio..<br />
però secondo me qualcosa di innato c&#8217;è.. o meglio.. maturato e ben stabile.. xkè magari quell&#8217;esperienza ke ci ha fatto diventare in quel modo è stata particolarmente forte.. io penso ke in una situazione del genere non ci sia ragione che tenga..</p>
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		<title>Di: macellaio</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1308</link>
		<dc:creator>macellaio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 17:21:54 +0000</pubDate>
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		<description>Anche secondo me è improprio parlare di &quot;emozione innata&quot;.
Purtroppo l&#039;esperimento di sottoporre numerosi gemelli ad una &quot;vita-esperimento&quot; è già stato fatto. I gemelli venivano fatti vivere nella stessa famiglia con identiche esperienze; altri venivano fatti vivere in famiglie diverse con esperienze simili, altri ancora in famiglie diverse con esperienze diverse. Si valutava la tendenza dei singoli a comportarsi o scegliere nello stesso modo in varie situazioni. Tutti ritengono tali studi poco attendibili, soprattutto perché, a mio parere, non si considerano tutte le esperienze intrauterine, necessariamente diverse da individuo a individuo, anche tra gemelli. Comunque ciò che risultava era una componente innata del 30 % e una appresa del 70%, circa. Poi gli studi sono andati avanti su animali, principalmente in ambito di biologia dello sviluppo comportamentale, utilizzando larve di mosche; si stanno scoprendo sempre più geni (innati) che influiscono sugli aspetti socio-comportamentali.
A mio parere, comunque, sono d’accordo con te Gian: ritengo che la componente appresa sia veramente predominante, e cioè che le esperienze siano il fabbro di noi stessi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche secondo me è improprio parlare di &#8220;emozione innata&#8221;.<br />
Purtroppo l&#8217;esperimento di sottoporre numerosi gemelli ad una &#8220;vita-esperimento&#8221; è già stato fatto. I gemelli venivano fatti vivere nella stessa famiglia con identiche esperienze; altri venivano fatti vivere in famiglie diverse con esperienze simili, altri ancora in famiglie diverse con esperienze diverse. Si valutava la tendenza dei singoli a comportarsi o scegliere nello stesso modo in varie situazioni. Tutti ritengono tali studi poco attendibili, soprattutto perché, a mio parere, non si considerano tutte le esperienze intrauterine, necessariamente diverse da individuo a individuo, anche tra gemelli. Comunque ciò che risultava era una componente innata del 30 % e una appresa del 70%, circa. Poi gli studi sono andati avanti su animali, principalmente in ambito di biologia dello sviluppo comportamentale, utilizzando larve di mosche; si stanno scoprendo sempre più geni (innati) che influiscono sugli aspetti socio-comportamentali.<br />
A mio parere, comunque, sono d’accordo con te Gian: ritengo che la componente appresa sia veramente predominante, e cioè che le esperienze siano il fabbro di noi stessi.</p>
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		<title>Di: gian</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1307</link>
		<dc:creator>gian</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 16:46:04 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me sarebbe improprio parlare di emozione &quot;innata&quot;, di &quot;carattere&quot; naturale come se ogni essere umano fosse unico e diverso da tutti gli altri per natura sotto questo aspetto; per cm la penso, ogni emozione ke proviamo e il modo in cui la proviamo, sono sl il frutto di un&#039;esperienza e del modo in cui si ha reagito ad essa. Ci sono rimasto una volta quando ho letto di un tizio ke si innamorava solo di donne con gli occhi + grandi del normale Xké (come diceva lui stesso) aveva avuto una cara zia ke era strabica...
A volte pensiamo ke certe cose, come i nostri gusti, le nostre inclinazioni, siano &quot;così e basta&quot;; ma se andassimo a scavare nella nostra memoria, sono convinto ke riusciremmo a collegare tutto ciò ke ci piace a esperienze positive e tutto ciò ke ci crea dispiacere o disgusto ad esperienze negative.
Tuttavia, non saprei se due esseri umani cresciuti nelle stesse identiche esperienze diventerebbero uguali tra loro in tutto; chissà, magari avrebbero un modo diverso di reagire e di rapportarsi alla realtà....
Bisognerebbe prendere due neonati e sottoporli ad una specie di esperimento, per capirlo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me sarebbe improprio parlare di emozione &#8220;innata&#8221;, di &#8220;carattere&#8221; naturale come se ogni essere umano fosse unico e diverso da tutti gli altri per natura sotto questo aspetto; per cm la penso, ogni emozione ke proviamo e il modo in cui la proviamo, sono sl il frutto di un&#8217;esperienza e del modo in cui si ha reagito ad essa. Ci sono rimasto una volta quando ho letto di un tizio ke si innamorava solo di donne con gli occhi + grandi del normale Xké (come diceva lui stesso) aveva avuto una cara zia ke era strabica&#8230;<br />
A volte pensiamo ke certe cose, come i nostri gusti, le nostre inclinazioni, siano &#8220;così e basta&#8221;; ma se andassimo a scavare nella nostra memoria, sono convinto ke riusciremmo a collegare tutto ciò ke ci piace a esperienze positive e tutto ciò ke ci crea dispiacere o disgusto ad esperienze negative.<br />
Tuttavia, non saprei se due esseri umani cresciuti nelle stesse identiche esperienze diventerebbero uguali tra loro in tutto; chissà, magari avrebbero un modo diverso di reagire e di rapportarsi alla realtà&#8230;.<br />
Bisognerebbe prendere due neonati e sottoporli ad una specie di esperimento, per capirlo&#8230;</p>
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		<title>Di: macellaio</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1306</link>
		<dc:creator>macellaio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 14:58:26 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo...&quot;interazione&quot; con qualunque cosa: umana, animale, viva o inanimata, paesaggi, fiumi, torri pisane :)

Mi piace l&#039;idea emotiva di &quot;messa in moto&quot;...te dici che però poi al volante ci sia la ragione? Forse è vero, ma sicuramente le ventate emotive possono destabilizzare alquanto il veicolo :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo&#8230;&#8221;interazione&#8221; con qualunque cosa: umana, animale, viva o inanimata, paesaggi, fiumi, torri pisane <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Mi piace l&#8217;idea emotiva di &#8220;messa in moto&#8221;&#8230;te dici che però poi al volante ci sia la ragione? Forse è vero, ma sicuramente le ventate emotive possono destabilizzare alquanto il veicolo <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Bea</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1305</link>
		<dc:creator>Bea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 14:16:49 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Emozione è interazione&quot; questa mi è piaciuta,vorrei aggiungere che non è sempre un&#039;interazione tra esseri umani ma può anche sorgere tra uomo e oggetti ovvero i libri i quali possono suscitare delle forti emozioni.Ovviamente questi sono stati scritti da uomini e quindi è anche questo uno scambio tra esseri viventi,seppure indiretto.

EMOZIONE vuol dire&quot;mettere in moto&quot;,,è qualcosa di improvviso e inaspettato,ma, quel qualcosa che viene messo in moto poi verrà,secondo me, rielaborato e organizzato dalla nostra mente,dalla nostra parte razionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Emozione è interazione&#8221; questa mi è piaciuta,vorrei aggiungere che non è sempre un&#8217;interazione tra esseri umani ma può anche sorgere tra uomo e oggetti ovvero i libri i quali possono suscitare delle forti emozioni.Ovviamente questi sono stati scritti da uomini e quindi è anche questo uno scambio tra esseri viventi,seppure indiretto.</p>
<p>EMOZIONE vuol dire&#8221;mettere in moto&#8221;,,è qualcosa di improvviso e inaspettato,ma, quel qualcosa che viene messo in moto poi verrà,secondo me, rielaborato e organizzato dalla nostra mente,dalla nostra parte razionale.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giò</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1304</link>
		<dc:creator>Giò</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 10:07:07 +0000</pubDate>
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		<description>bella roba guardar le discussioni degli altri senza prenderci parte!!XD</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bella roba guardar le discussioni degli altri senza prenderci parte!!XD</p>
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		<title>Di: macellaio</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1303</link>
		<dc:creator>macellaio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 08:05:21 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno. Fortuna ha voluto che ieri sera non vedessi questa conversazione, altrimenti non avrei studiato :) Sapete avevo da studiare come in corso di Autopsia si debbano interpretare le &quot;Lesioni da Corpi contundenti, ARMI BIANCHE :) e armi da fuoco...vi rendete conto di cosa mi tocca studiare!!!!!!!

Va be&#039;, tornando a noi, volevo dire la mia sulla questione.
Per quanto riguarda il &quot;controllo&quot; delle emozioni, io mi riferivo alla loro INSORGENZA: come dicevo &quot;non si può DECIDERE di essere felici, di essere tristi, di essere stanchi, di provare dolore, di essere innamorati&quot;. Non posso &quot;controllare&quot; e impedire con la ragione la nascita di queste emozioni. Posso CONTROLLARE il loro MANIFESTARSI, posso evitare che esse si rendano evidenti agli altri, posso limitare il loro influsso sulle decisioni, ma non potrò mai distruggerle con la ragione. Di fronte al famoso “bivio”, se la scelta è immediata, generalmente prevale l’aspetto istintuale-emotivo, se la scelta può avere del tempo prevale la razionalità, ma sempre CONDIZIONATA dall’emotività.
Per quel poco che ho capito dell’animale, noi VIVIAMO DI EMOZIONI, la nostra mente si nutre di esse: agiamo nella RICERCA di emozioni POSITIVE, ricerchiamo l’altro per condividere sentimenti positivi, ricerchiamo nell’altro qualcosa che da soli non ci possiamo creare; l’emozione è interazione.

Per quanto riguarda invece la “natura” dell’uomo, è vero che ci sono delle tendenze innate di orgoglio ed EGOISMO. Non so se le definirei emozioni. In ogni caso, esiste tra gli animali la socialità solo perché si è limitata l’aggressività e l’egoismo. Da questo punto di vista, l’evoluzione ha premiato gli individui più sociali e meno egoisti :) Solo frenando con la ragione certe nostre tendenze innate, non perseguendo sempre e solo il nostro piacere, si può cercare di cambiare qualcosa.

Le emozioni che nascono dalle nostre esperienze, come diceva bea, CI CAMBIANO: possono indurci a limitare l’egoismo, ma soprattutto formano il nostro carattere;  quindi dirrei che le esperienze sono il “fabbro” del carattere, ma nella miscela di partenza le emozioni sono solo l’ingrediente principale, che si impasta con gli aspetti innati e i sapori razionali :) Fare un esempio è inutile perché quello di Fede è perfetto.

Torno alle autopsie :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno. Fortuna ha voluto che ieri sera non vedessi questa conversazione, altrimenti non avrei studiato <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Sapete avevo da studiare come in corso di Autopsia si debbano interpretare le &#8220;Lesioni da Corpi contundenti, ARMI BIANCHE <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  e armi da fuoco&#8230;vi rendete conto di cosa mi tocca studiare!!!!!!!</p>
<p>Va be&#8217;, tornando a noi, volevo dire la mia sulla questione.<br />
Per quanto riguarda il &#8220;controllo&#8221; delle emozioni, io mi riferivo alla loro INSORGENZA: come dicevo &#8220;non si può DECIDERE di essere felici, di essere tristi, di essere stanchi, di provare dolore, di essere innamorati&#8221;. Non posso &#8220;controllare&#8221; e impedire con la ragione la nascita di queste emozioni. Posso CONTROLLARE il loro MANIFESTARSI, posso evitare che esse si rendano evidenti agli altri, posso limitare il loro influsso sulle decisioni, ma non potrò mai distruggerle con la ragione. Di fronte al famoso “bivio”, se la scelta è immediata, generalmente prevale l’aspetto istintuale-emotivo, se la scelta può avere del tempo prevale la razionalità, ma sempre CONDIZIONATA dall’emotività.<br />
Per quel poco che ho capito dell’animale, noi VIVIAMO DI EMOZIONI, la nostra mente si nutre di esse: agiamo nella RICERCA di emozioni POSITIVE, ricerchiamo l’altro per condividere sentimenti positivi, ricerchiamo nell’altro qualcosa che da soli non ci possiamo creare; l’emozione è interazione.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la “natura” dell’uomo, è vero che ci sono delle tendenze innate di orgoglio ed EGOISMO. Non so se le definirei emozioni. In ogni caso, esiste tra gli animali la socialità solo perché si è limitata l’aggressività e l’egoismo. Da questo punto di vista, l’evoluzione ha premiato gli individui più sociali e meno egoisti <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Solo frenando con la ragione certe nostre tendenze innate, non perseguendo sempre e solo il nostro piacere, si può cercare di cambiare qualcosa.</p>
<p>Le emozioni che nascono dalle nostre esperienze, come diceva bea, CI CAMBIANO: possono indurci a limitare l’egoismo, ma soprattutto formano il nostro carattere;  quindi dirrei che le esperienze sono il “fabbro” del carattere, ma nella miscela di partenza le emozioni sono solo l’ingrediente principale, che si impasta con gli aspetti innati e i sapori razionali <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Fare un esempio è inutile perché quello di Fede è perfetto.</p>
<p>Torno alle autopsie <img src='http://www.clubschermaempoli.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: fede976</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1302</link>
		<dc:creator>fede976</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 22:27:01 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio un esempio. Diciamo che un genitore sgrida un bambino che non è riuscito a fare una certa cosa, e gli dice che è un incapace. Credo che questo bimbo avrà un livello di autostima molto basso e probablemnte crescerà poco sicuro di se stesso. Cioè l&#039; &quot;emozione&quot; provacata dalla sgridata del genitore ha formato, in questo caso in negativo, il carattere di quel bambino. Poi Il bambino cresce e ad un certo punto comincia a accorgersi che è bravo a fare una certa cosa. Ad esempio sa aggiustare i motorini (sto inventando). Allora prima un amico gli porta il suo, poi un altro e poi un altro ancora. Tutti i suoi amici lo eleggono a genio della brugola. Il ragazzino si sentirà ancora un incapace? Sicuramente la graticicazione che i suoi amici gli stanno dando gli fa molto piacere. E lui si impegnerà sempre di più nel cercare di migliorare questa sua capacità. A questo punto a forza di sentirisi dire che è bravo a aggiustare i motorini comincia a dire a se stesso &quot;alllora non sono proprio un incapace&quot;.
Poi un giorno deve andare a fare un colloquio di lavoro. E&#039; teso. E&#039; un colloquio importante. E&#039; nervoso e se ne rende conto. Ci lavora da un sacco di tempo a questo colloquio. Ora a questo punto la domanda è: Sarà più forte la tensione e la paura dell&#039;insuccesso oppure la consapevolezza e la fisucia nei propri mezzi? Nella nostra storia non saprei dire che cosa prevarrà. Magari potebbe dire a se stesso:&quot;Coraggio che sei bravo l&#039;hai dimostrato tante volte&quot;. Oppure &quot;non ce la farai sei un incapace&quot;. La parte che prevarrà determinerà probabillmente il successo del colloquio. A far pendere l&#039;ago della bilancia da una parte o dall&#039;altra io credo che possa essere la ragione. Il fermarsi un attimo e dire: &quot;mi sono preparato per questo colloquio lo posso fare bene perchè ho studiato per 3 mesi! di fila&quot;. Quesot pensier ragionato ti può dare il coraggio per faffrontare il colloquio con un pizzico di serenità in più che tui può far esprimere al meglio.
Quindi le emozioni procurate da eventi esterni, dalla vita,  ti formano ma poi ci devi mettere del tuo per poter riuscire nelle cose.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio un esempio. Diciamo che un genitore sgrida un bambino che non è riuscito a fare una certa cosa, e gli dice che è un incapace. Credo che questo bimbo avrà un livello di autostima molto basso e probablemnte crescerà poco sicuro di se stesso. Cioè l&#8217; &#8220;emozione&#8221; provacata dalla sgridata del genitore ha formato, in questo caso in negativo, il carattere di quel bambino. Poi Il bambino cresce e ad un certo punto comincia a accorgersi che è bravo a fare una certa cosa. Ad esempio sa aggiustare i motorini (sto inventando). Allora prima un amico gli porta il suo, poi un altro e poi un altro ancora. Tutti i suoi amici lo eleggono a genio della brugola. Il ragazzino si sentirà ancora un incapace? Sicuramente la graticicazione che i suoi amici gli stanno dando gli fa molto piacere. E lui si impegnerà sempre di più nel cercare di migliorare questa sua capacità. A questo punto a forza di sentirisi dire che è bravo a aggiustare i motorini comincia a dire a se stesso &#8220;alllora non sono proprio un incapace&#8221;.<br />
Poi un giorno deve andare a fare un colloquio di lavoro. E&#8217; teso. E&#8217; un colloquio importante. E&#8217; nervoso e se ne rende conto. Ci lavora da un sacco di tempo a questo colloquio. Ora a questo punto la domanda è: Sarà più forte la tensione e la paura dell&#8217;insuccesso oppure la consapevolezza e la fisucia nei propri mezzi? Nella nostra storia non saprei dire che cosa prevarrà. Magari potebbe dire a se stesso:&#8221;Coraggio che sei bravo l&#8217;hai dimostrato tante volte&#8221;. Oppure &#8220;non ce la farai sei un incapace&#8221;. La parte che prevarrà determinerà probabillmente il successo del colloquio. A far pendere l&#8217;ago della bilancia da una parte o dall&#8217;altra io credo che possa essere la ragione. Il fermarsi un attimo e dire: &#8220;mi sono preparato per questo colloquio lo posso fare bene perchè ho studiato per 3 mesi! di fila&#8221;. Quesot pensier ragionato ti può dare il coraggio per faffrontare il colloquio con un pizzico di serenità in più che tui può far esprimere al meglio.<br />
Quindi le emozioni procurate da eventi esterni, dalla vita,  ti formano ma poi ci devi mettere del tuo per poter riuscire nelle cose.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: fede976</title>
		<link>http://www.clubschermaempoli.com/2008/06/29/prima-la-persona-poi-latleta/comment-page-1/#comment-1301</link>
		<dc:creator>fede976</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 21:52:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://clubschermaempoli.wordpress.com/?p=275#comment-1301</guid>
		<description>le carte... non le care...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le carte&#8230; non le care&#8230;</p>
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